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Ci sono stati periodi in cui la mia vita vista da fuori sembrava piena. Avevo cose da fare, persone intorno, responsabilità, giornate intere da riempire. Mi tuffavo nel lavoro e nella famiglia, eppure dentro sentivo un vuoto difficile da spiegare. Non era tristezza vera e propria, era più come se niente riuscisse ad arrivare fino in fondo, come se stessi vivendo tutto a metà. Per molto tempo ho cercato di ignorarlo, pensavo che sarebbe bastato tenermi occupata, andare avanti, aspettare che passasse da solo. Poi ho capito che quel vuoto non chiedeva di essere riempito in fretta, ma doveva essere ascoltato. Ho iniziato piano: ho ricominciato a fare attenzione alle cose che mi facevano stare bene, alle persone con cui potevo essere me stessa, ai momenti in cui sentivo di esserci davvero. Non è successo tutto insieme. E forse è proprio questo che vorrei dire a chi si sente così: non serve avere subito una risposta, a volte basta cominciare da una cosa piccola. Un posto in cui respirare meglio o una persona con cui parlare o una mattina un po’ più leggera della precedente. Il vuoto non dura necessariamente per sempre. A volte, piano piano, torna lo spazio per qualcosa di nuovo.

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